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Risorgi Italia anche a Cisternino aderiscono 10 attività

I titolari di bar, ristoranti, pub e pizzerie non intravedono alcuna garanzia per il futuro e lanciano un messaggio a cittadini e istituzioni : ci sentiamo abbandonati. Anche a Cisternino il flaschmob Risorgi Italia.

Martedì alle 21,00 (28 aprile), in tutta Italia, sono state riaccese le insegne dei locali, spente da settimane, alcuni operatori pensano anche al fatto che potrebbe essere l’ultima volta.

Diverse Federazioni di imprenditori del settore turistico si sono unite sotto l’acronimo MIO, che deriva da “Movimento Imprese Ospitalità”, e tiene insieme i settori accoglienza, ristorazione, caffè/catering, imprenditori del wedding (proprietari di sale ricevimento) e del pubblico spettacolo.

Gli operatori dell’ospitalità vogliono tornare ad aprire i propri locali, ma sanno anche che non ci sono i presupposti economici, a causa delle ingenti perdite di questi mesi e dei rischi sulle entrate se la riapertura viene concessa con tante limitazioni e obblighi.

«Risorgi Italia» è stata la prima manifestazione nazionale del settore «se falliscono queste attività – dicono gli organizzatori – le conseguenze coinvolgeranno tutti».

Risorgi Italia anche a Cisternino
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Risorgi Italia anche a Cisternino

PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO PREPARATO DA ALCUNI OPERATORI:

Anche da Cisternino si alza la protesta degli HORECA, l’acronimo che raggruppa hotel, ristoranti, trattorie, pizzerie e bar, che in 10, questa sera hanno deciso di “riaprire” simbolicamente le loro attività chiuse ormai da due mesi.

Sotto il comune urlo #risorgiamoitalia gli esercenti, settore trainante dell’economia italiana e dell’offerta per la maggior parte popolato da piccole e medie imprese, tra i più colpiti dall’emergenza coronavirus e dalle misure introdotte dai DPCM del presidente Giuseppe Conte, che hanno determinato un blocco netto delle attività e evidenti disagi nel mondo del lavoro,vengono lasciati ancora oggi senza aiuti concreti da parte dello Stato.

La sentita protesta, alla quale segue la consegna simbolica delle chiavi delle loro attività al Sindaco, vuole rimarcare la situazione di grave difficoltà, ma soprattutto di incertezza in cui versano tutti gli operatori del comparto, nel dover far fronte a sempre più complesse prescrizioni sanitarie, fiscali e burocratiche, pur di dover riaprire la propria attività, e senza alcuna garanzia per il futuro.

Ad oggi gli esercenti dopo aver accettato responsabilmente e unitamente le prescrizioni sanitarie, emergenti e urgenti, con la fiducia di un interessamento concreto dello Stato, si sentono adesso completamente abbandonati a loro stessi, e, in molti, sul punto di dover ridimensionare o chiudere la loro attività, sommersa da numerosi pagamenti, adempimenti e spese fisse.

La preoccupazione di tutta la categoria, a due mesi dall’emergenza, diviene concreta e allarmante soprattutto dinanzi alla prospettiva di una vita lavorativa compromessa dall’assenza di turisti e da misure di distanziamento sociale, difficilmente conciliabili con l’ospitalità e l’accoglienza tipiche del settore alberghiero, della ristorazione e della somministrazione, a Cisternino come in tutt’italia.

Il Settore riapre, con i suoi tavoli apparecchiati, le sue luci e i suoi profumi, purtroppo solo simbolicamente, per una notte, non per non accogliere ospiti o avventori, ma per urlare ascolto, condivisione e partecipazione nelle scelte governative, ricordando che se chiude questo comparto, fallisce l’Italia e la sua innata vocazione internazionale.

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