Privacy Policy Ospedali di Comunità e post Covid due mondi che potevano coesistere –

Post-COVID 2

Dott. Giovanni Canzio

Il 18 aprile 2020  scrivevo su Porta Grande nell’articolo dal titolo IL DISASTRO DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO: “Con la chiusura dei 4 Ospedali di Comunità della nostra provincia (60 posti letto), nati per dare un supporto alla popolazione dopo la chiusura traumatica dei 4 ospedali, abbiamo creato un vuoto assistenziale che,  per una cittadina piccola come Cisternino, rappresentava l’unica risorsa sanitaria a livello di degenza (in assenza di qualunque altra forma di struttura residenziale sanitaria). Inutile ritornare sull’opportunità o meno di chiudere gli Ospedali di Comunità per far posto, provvisoriamente, ai post-Covid. Sono due mondi separati che potevano benissimo coesistere, in questa fase, in strutture diverse (via Regina Margherita e via Magellano). ”

Ospedali di Comunità e post Covid
INAUGURAZIONE POST COVID 1 – Ospedali di Comunità e post Covid
Ospedali di Comunità e post Covid
INAUGURAZIONE POST COVID 2

Oggi, 18 ottobre 2020 mi trovo amaramente a riportare le stesse parole. Nulla è cambiato in questi mesi. Stessi errori, stessi problemi, stesse incapacità ad affrontare la seconda ondata del coronavirus e soprattutto NUOVO DISASTRO ANNUNCIATO DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO.

Mentre tutta la popolazione era in attesa dell’apertura del nuovo Ospedale di Comunità dopo la consegna di fine lavori pre-elettorale,  avvenuta in pompa magna alla presenza dei vertici politici e sanitari della regione, il virus ha di nuovo bussato alla porta e Cisternino ritorna post-Covid. Bisognerà cambiare il cartello posto all’ingresso del piano terra della Casa della Salute che indicava OSPEDALE DI COMUNITÀ e rimettere il precedente, frettolosamente cambiato all’arrivo del Presidente.

Voi direte: causa di forza maggiore per la pandemia!

No. Era tutto programmato e scritto nel Piano Sanitario Coronavirus della Regione Puglia – Legge 77/2020 pubblicato sul Bollettino Ufficiale del 24 agosto 2020, nei giorni in cui la politica permetteva al virus di moltiplicarsi all’infinito per le strade, le spiagge, i locali, la movida e le feste.

In quel piano sanitario estivo per la nuova prevista emergenza Covid, tra le altre cose, sono stati confermati come post-Covid i quattro ospedali di Comunità dell’ASL BR  (Fasano, Cisternino, Mesagne e Ceglie M.).

Questo significa reiterare l’errore gravissimo della prima fase ossia sguarnire il territorio delle uniche degenze per alleviare le sofferenze della popolazione anziana e fragile che necessita di assistenza continua.

Oncologici gravi, esiti di malattie cerebrovascolari acute, fratture e riabilitazioni, scompensi cardiaci e gravi riacutizzazioni respiratorie, anziani con pluripatologie: lasciati al loro destino come noi medici di famiglia.

Nulla è stato programmato per il territorio in questi cinque mesi di attesa della nuova ondata. Ricordate le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale)? Dovrebbero occuparsi dei pazienti sospetti Covid o Covid accertati per le visite domiciliari in collaborazione con il medico di famiglia che non può andare a domicilio nei casi sospetti.

È l’unica realtà definita ma di cui non abbiamo notizie, localizzazione, numero di telefono e modalità di interfacciamento. La prima ondata del virus è avvenuta in primavera con condizioni meteo favorevoli. La seconda avviene in autunno-inverno per cui dobbiamo convivere a lungo con le classiche patologie invernali respiratorie che richiederanno la necessità di ricoveri ordinari.

Oggi abbiamo già saturato tutti i posti letto.

Immaginate la tragedia dei prossimi mesi con il terrore di andare in ospedale, con le file delle ambulanze ai PS, con il rinvio dei pazienti a domicilio pur in gravi condizioni, con il taglio delle prestazioni specialistiche ambulatoriali.

Quale la scelta che, ancora una volta definisco scellerata? Quello di usare i 60 posti letto del territorio provinciale  per parcheggiare i pazienti ancora positivi che sono dimessi dai reparti infettivi.

Roba da matti! Professor Lopalco, possibile che Lei avvalli questa opzione?

Sapete perché sono “incazzato” nero? Perché giovedì scorso, 15 ottobre, arriva dalla ASL la comunicazione improvvisa di riattivazione rapida del post-Covid di Cisternino,  con richiamo di tutto il personale presso la sede di via Magellano per preparare l’arrivo dei primi ricoveri. 

Contemporaneamente arriva nella sede della Casa della Salute anche la commissione che deve accreditare l’OdC presso la Regione Puglia (riconoscimento di tutte le condizioni per poter erogare prestazioni sanitarie conformi agli standard richiesti). Interrompere questo processo di accreditamento e probabilmente vanificarlo sarebbe stato letale, per cui l’ASL BR ha deciso di attendere la fine del processo di accreditamento che avverrà nelle prossime due settimane.

Poi, finalmente,  avremo un OdC accreditato sulla carta ma che resterà vergine. Perché l’apertura del post-Covid è stata solo rinviata di poco.

Il reparto infettivi del Perrino ha bisogno di dimettere pazienti ancora positivi. Pazienti che ci dicono in buona salute e giovani, molti dei quali sembra che provengano da altre ASL pugliesi. Complimenti all’organizzazione regionale.

Di fronte a situazioni straordinarie ci vogliono uomini e idee straordinarie.

Noi siamo in difficoltà già a ottobre e senza idee.

I medici di famiglia non hanno alcuna indicazione sulle modalità per affrontare i casi sospetti: non abbiamo armi per combattere il virus, non abbiamo possibilità di eseguire tamponi,  non abbiamo autorità di notificare quarantene, non possiamo assistere pazienti gravi in OdC, non siamo in grado nemmeno di comunicare in tempo reale con il Dipartimento di Prevenzione, schiacciato dalla mole di lavoro e con grave carenza di personale.

Io avrei idee molto diverse per impegnare il nuovo Ospedale di Comunità nella prospettiva di una grave emergenza Covid  per poter rispondere alle esigenze di controllo del territorio di Cisternino, con una sede stabile che si occupi dell’emergenza locale.

Ormai ogni comune ha bisogno di un riferimento locale per la pandemia. Riferimento che non può essere caricato solo sulla sede del Dipartimento di Prevenzione del Di Summa di Brindisi.

Troppo lontano e troppo lento.  Invece il nostro OdC  rischia di diventare un “albergo a 5 stelle” per una decina di “deboli” positivi mentre fuori imperversano i “forti” positivi sconosciuti.

È finito il tempo del tracciamento dei contatti, fallito miseramente. Ora inizia il tempo del controllo della popolazione casa per casa. Non tanto alla ricerca dei positivi  (nella maggior parte dei casi guariscono da soli in pochi giorni) quanto nel selezionare i casi clinici a rischio per un intervento medico tempestivo. Chi lo farà? Come? Con quale personale? Albergare qualche paziente ancora positivo negli OdC mentre fuori dalla porta circolano liberamente persone contagiate, non ha senso.

Dobbiamo occuparci intensivamente di chi rischia la vita per qualunque patologia, non di chi presenta un secondo tampone positivo dopo 15 giorni.

Non sono d’accordo su nulla riguardo le scelte regionali sull’emergenza Covid sul territorio perché nulla è stato fatto. Chiedo ai  nostri rappresentanti politici e sanitari almeno di rispettare gli impegni e le promesse fatte nel periodo della prima emergenza sanitaria.

Se sarà necessario riaprire i post Covid nell’ASL BR che vengano riaperti tutti e quattro, riportando le parole del consigliere regionale Amati che ha seguito sempre direttamente le questioni sanitarie del nostro distretto (Fasano-Cisternino-Ostuni).

 Cons. F. Amati:  “Gli atti e i fatti dicono che in provincia di Brindisi c’è bisogno di almeno quattro centri Covid post acuti, in esercizio temporaneo e contemporaneo, allestiti nei presidi territoriali di Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano e Mesagne. Non appena terminerà l’emergenza, i quattro centri torneranno a svolgere le funzioni sospese, cioè di PTA e Ospedale di Comunità. L’unica novità consisterà nel fatto che l’Ospedale di Comunità e PTA di Cisternino non sarà più allocato nella vecchia struttura, ma in quella nuovissima e più funzionale di via Magellano.” 

20 ottobre 2020

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