Privacy Policy Il PTA sospeso a Cisternino – Si riunisce la Consulta della Sanità

Il PTA sospeso a Cisternino

Si riunisce la consulta della Sanità

Nella serata del 29 aprile, presso la Sala consiliare del Comune di Cisternino, si è tenuta una riunione della Consulta della Sanità col fine di fare il punto sulla situazione del centro post acuzie COVID-19 e sulla momentanea sospensione dell’attività dei Presidi Territoriali di Assistenza (PTA).

La riunione ha visto la partecipazione del sindaco Luca Convertini e personalità medico politiche locali tra cui: Donato Baccaro, Lorenzo Perrini, Vito Zizzi (su delega di Antonella Baccaro), Stefania Fanizzi, Antonio D’Errico, Donato Tozzi, Giovanni Canzio, Emanuele D’Aversa, Pietro Turrone e Paolo Fanizzi.

Per garantire il rispetto delle norme di sicurezza la riunione si è realizzata attraverso l’ausilio di piattaforme di video conferenza. Difatti erano presenti in Sala solo il sindaco Luca Convertini, Antonio D’Errico, Donato Tozzi e Pietro Turrone.

Numerosi sono stati gli interventi e le perplessità avanzate circa la gestione, in questo momento di emergenza, del centro post acuzie COVID-19 e sul futuro del PTA di Cisternino.

Il pensiero condiviso dalla maggior parte dei presenti ha riguardato la preoccupazione circa la sospensione dei servizi sanitari finora offerti.

Chiaramente aleggia nell’aria il timore che Cisternino possa perdere quanto costruito negli anni e vedersi privato del proprio PTA alla fine dell’emergenza.

Abbiamo chiesto ad alcuni membri della Consulta di illustrarci le questioni poste all’attenzione dell’assemblea.

Il consigliere Antonio D’Errico

Antonio d'errico pta

Il consigliere D’Errico, durante il corso dei lavori, ha espresso la necessità di riattivare quanto prima i servizi sanitari presenti nel nostro territorio con l’auspicio che, appena possibile, il nuovo centro sia posto nelle condizioni di diventare la sede del PTA di Cisternino.

Il dott. Giovanni Canzio

Canzio pta
dott. Giovanni Canzio

Il dott. Giovanni Canzio ha altresì esposto le proprie perplessità circa la posizione assunta dalla Regione Puglia, che scegliendo di aprire quattro centri post-acuzie COVID-19 nei quattro PTA presenti in provincia «ha privato il territorio degli unici posti letto destinati alle situazioni di cronicità».

Inoltre, ha sottolineato come la volontà di aggiungere altri 11 posti letto ai 13 già presenti, non solo cambierebbe la destinazione d’uso dei locali al primo piano come prevista a livello progettuale, ma andrebbe oltre quelle che sono le esigenze comunitarie, considerando che il nostro Ospedale di Comunità (OdC) aveva all’attivo solo 12 posti letto.

Secondo il dott. Canzio ciò potrebbe creare la conditio sine qua non per il trasferimento di tutti i pazienti previsti per Fasano nel nostro Centro, prolungando pertanto l’utilizzo della struttura come Covid Hospital e ritardando la riapertura del PTA, lasciando il territorio per lungo tempo sguarnito di un servizio essenziale.

Da qui la proposta di riaprire il vecchio OdC nel caso in cui il Covid Hospital post-acuzie dovesse rimanere attivo per lungo tempo.

Il consigliere Lorenzo Perrini

Enzo Perrini PTA

In accordo con il dott. Canzio, il consigliere Lorenzo Perrini ha insistito sulla necessità di riattivare l’Ospedale di Comunità e tutti i servizi territoriali, avanzando richieste anche per mezzo della collaborazione con altri comuni del territorio interessati dalla vicenda.

E sottolinea: «allo stato attuale delle cose, il centro post-acuzie COVID-19 presenta rischi relativi alla gestione dei pazienti in questione a causa della mancanza di quelli che dovrebbero essere i requisiti minimi (assenza dei bagni in camera)».

Oltretutto, continua il Consigliere, «anche laddove si dovesse trasferire il PTA, sarebbero necessari ulteriori lavori di modifica per garantire la presenza delle caratteristiche strutturali previste.»

Il consigliere Donato Baccaro

Donato Baccaro PTA

Altra richiesta giunta tanto dal consigliere Perrini quanto dal consigliere Donato Baccaro, riguarda l’avanzamento del progetto per la costruzione del secondo piano: nello specifico il consigliere Baccaro evidenzia perplessità sulla possibilità di presentare tale progetto, considerando che il termine previsto era stato fissato a fine febbraio.

Baccaro chiede inoltre chiarimenti circa la presenza o meno dei fondi inizialmente stanziati e pone la questione del vincolo che grava sulla struttura che in futuro ospiterà il PTA, costruita col fine di realizzare un Centro Alzheimer e che a suo parere non potrà venir meno a tale destinazione d’uso.

Il dott. Donato Tozzi

Donato Tozzi PTA

Il dott. Donato Tozzi si dice d’accordo con il pensiero del collega Canzio circa la scelta operata dalla Regione Puglia:

«la sospensione degli Ospedali di Comunità priva il territorio di un servizio essenziale.

Tuttavia, la soluzione migliore sarebbe quella di ridurre per quanto possibile le limitazioni e i rischi che l’ordinanza può comportare e sfruttare tutte le risorse politiche a disposizione per far fruttare nel tempo quella che oggi appare una dolorosa e ingiusta imposizione.»

Il Sindaco, ha infine comunicato a tutti i membri della Consulta quelle che sono le informazioni e le direttive provenute dall’ASL di Brindisi:

«In riferimento allo stato d’arte del progetto per il completamento della struttura, il Direttore ASL BR, dott. Giuseppe Pasqualone, ha recentemente dato mandato affinché si proceda».

Assicura oltretutto che  «i 4 Centri Covid-19 post-acuzie della provincia di Brindisi chiuderanno in contemporanea con conseguente riapertura delle relative PTA».

Si dice altresì favorevole alla collaborazione con gli altri sindaci e commissari degli Enti coinvolti «per avanzare delle proposte alla Regione Puglia e tutelare gli interessi e le necessità sanitarie del territorio.

L’obiettivo è portare a completamento il PTA di Cisternino che innegabilmente rappresenta un servizio indispensabile per la comunità cistranese.»

Nel frattempo, nella giornata di ieri 30 aprile, il “Covid Hospital post acuzie” ha accolto i primi quattro pazienti.

Ci auguriamo che la necessità di mantenere vivo questa tipologia di reparto venga meno quanto prima in conseguenza alla remissione dell’emergenza epidemiologica.

Cogliamo l’occasione per ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari del nostro territorio che stanno affrontando questa nuova realtà.

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