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Alle prese con la DAD anche a Cisternino

Nella scuola, e non solo, gli acronimi spuntano ormai come funghi dopo giornate piovose.

PTOF, GAE, CdC, PDP, PEI, PEP, PON, DSA, BES…e ora, con l’emergenza da Covid19, anche la DAD ovvero la didattica a distanza.

didattica a distanza

Non vi è famiglia che dal giorno in cui è stata decretata, per tutta l’Italia, la sospensione delle attività didattiche, non si sia ritrovata a dover familiarizzare, direttamente o indirettamente, con questa modalità alternativa di fare scuola.

Un’esperienza impattante sia dal punto di vista emotivo che dal punto di vista logistico, che anche a distanza di tempo difficilmente si potrà mai dimenticare.

Una vera e propria rivoluzione la cui sconvolgente portata mai si sarebbe potuta immaginare, se non vivendola.

La didattica a distanza, intendiamoci, non nasce di certo con il Covid19, tant’è vero che si è passati nell’arco di parecchi anni, grazie all’avvento di Internet e delle innovazioni tecnologiche, dalla Fad (formazione a distanza) di prima generazione fino a quella di quarta generazione, la Fol (formazione on line) e quindi alla progettazione della didattica on line.

Ma considerare la dad un’opportunità, un supporto, un valore aggiunto è un conto, considerarla una necessità e l’unica sola possibilità per superare distanza e barriere fisiche e garantire, in questo momento critico, l’offerta formativa, è un altro.

Il mondo della scuola, quale punto di riferimento e perno della società intera, si è dovuto quindi rimboccare le maniche e in assenza di precise, tempestive e univoche direttive ministeriali, navigando a vista anche per la confusione e l’eccezionalità delle circostanze, ha dovuto in tempi risicatissimi ri-modularsi, ri-progettarsi, ri-proporsi per non interrompere il dialogo educativo e formativo con alunni e famiglie.

La fase di rodaggio è stata molto problematica almeno per l’80% delle scuole di ogni ordine e grado dell’intero territorio nazionale: nel caos totale docenti, alunni e famiglie.

Scuole che hanno dovuto attivare in tempi record piattaforme istituzionali, docenti che nel frattempo si son dovuti muovere in autonomia con mezzi e competenze a propria disposizione, facendo a volte bene, a volte poco, a volte troppo, a volte male, famiglie che, soprattutto per la scuola primaria, si son ritrovate a dover affiancare spesso anche due, tre figli per interagire con gli insegnanti, alunni ,soprattutto delle scuole superiori, che hanno interpretato l’emergenza come un periodo di riposo, mentre altri, presi dall’entusiasmo, hanno iniziato a lavorare più che in presenza.

A più di un mese di distanza, qual è la situazione nelle scuole di Cisternino?
giovanni mutinati dirigente scolastico

Al liceo Punzi, secondo quanto ci riferiscono, procede bene:

c’è impegno, collaborazione e disponibilità da parte di docenti e ragazzi, ma soprattutto un instancabile monitoraggio e supporto da parte del Ds Giovanni Mutinati.

Si è partiti inizialmente con la piattaforma del Registro elettronico Spaggiari per poi passare a quella istituzionale Gsuite.

Collegi e consigli di classe in videoconferenza per deliberare e approvare la rimodulazione della programmazione e delle griglie di valutazione.

A fine aprile si svolgeranno anche gli incontri scuola-famiglia, sempre in modalità on line, su prenotazione da parte dei genitori.

Si è poi provveduto, come in altre scuole del territorio, a effettuare un monitoraggio in collaborazione con le famiglie per verificare la disponibilità di computer e connessioni e individuare quindi i ragazzi che li riceveranno a breve, in quanto sprovvisti, a seguito dello stanziamento di 70 milioni di euro disposto dal Ministero a tale scopo.

aurelia speciale dirigente scolastico

Sondaggio proposto nei primi giorni del mese di aprile, anche dalla Ds Aurelia Speciale dell’Istituto comprensivo dal quale è emerso che il 66% dei docenti utilizza il registro elettronico e WhatsApp, mentre il 24% adotta in modo sinergico diversi strumenti per interagire con i propri alunni.

L’89% degli insegnanti ritiene che gli strumenti a disposizione rispondano alle proprie esigenze didattiche.

Il 94% dei docenti si è confrontato con i colleghi nell’organizzazione delle varie attività e l’82% è stato coinvolto in attività di formazione gestite dai colleghi più esperti, inoltre l’89% sarebbe disposto a partecipare ad attività di formazione autogestite.

Le maggiori difficoltà tecniche sono legate a difficoltà di connessione, mentre diverse sono le difficoltà didattiche riscontrate: assenza o parziale riscontro da parte degli alunni, uso del registro elettronico da parte delle famiglie.

La maggior parte dei docenti pensa, infine, che la Scuola abbia fornito informazioni sufficienti e chiare per affrontare questa nuova modalità operativa e il 91% ritiene soddisfacente la risposta data dall’Istituto a questa emergenza.

Dopo attento monitoraggio, al ritorno dalle vacanze pasquali, la dirigente , constatata la possibilità che la dad potrebbe protrarsi fino alla fine delle lezioni, ha meglio orientato la comunità educante al fine di dare al lavoro finora svolto  maggiore sistematicità e di ottimizzare  risorse e  tempi, ma soprattutto per sollecitare a non dimenticare mai l’aspetto umano e non meramente tecnico della situazione, attuando “la didattica della vicinanza”, realizzando “un insegnamento problematizzante” e optando sempre per una valutazione formativa.

Docenti, alunni e genitori sembrano ora più tranquilli e consapevoli dei loro compiti e ruoli, ma ci si augura al più presto di tornare alla normalità.

La didattica a distanza non potrà mai, infatti, totalmente sostituire la didattica in presenza, le normali giornate scolastiche.

Tanti i concreti limiti di una dad realizzata perfettamente, tantissimi se poi fatta in maniera approssimativa e scoordinata.

È certamente uno strumento digitale forte, ma il suo uso esclusivo, soprattutto nella scuola primaria, è al momento una missione quasi impossibile.

Tanti, tra docenti e genitori, restano perplessi sull’efficacia e la ricaduta in termini di istruzione ed educazione di tale modalità.

Persistono impreparazione, confusione, sovrapposizioni, carenze, disfunzioni che compromettono il risultato finale.

Si è ancora lontani dal capire il vero senso della didattica a distanza.

Certamente questa emergenza insegnerà molto.

Gloria Erriquez

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