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Lasciando tutto a desiderare con l’arcobaleno sospeso sui cieli di Cisternino …

Rainbow centrini sospesi su Cisternino

Lasciando tutto a desiderare[1] con L’arcobaleno sospeso[2] sui cieli di Cisternino …

L’incanto che suscita Cisternino con le sue costruzioni in pietra bianca e con il caratteristico borgo di cui si fregia, è noto a tutti; in questi giorni, però, la suggestione è amplificata dal suggestivo arcobaleno abbottonato sui suoi cieli, ad opera dell’artista Bernardo Palazzo, in collaborazione con Luzzart APS, agenzia Syncretic e Comune[3].

Rainbow centrini sospesi su Cisternino

Antonella Gaeta, scrive che Rainbow i centrini sospesi su Cisternino sembrano sfuggiti dalle mani delle nonne[4] e questa immagine fa davvero pensare alla maestria e alla cura tipica delle persone del posto che – infaticabilmente – si adoperano per migliorare la bellezza del loro luogo.

L’attrazione che suscita il Rainbow spinge, inevitabilmente, ad alzare gli occhi al cielo (con i piedi ben puntati per terra).

A riflettere sull’etereo che trascende, sul divino che abita e che – allo stesso tempo – sovrasta, sul talento così profondamente umano da esprimere il genio del  Divino.

La creatività estrosa del Palazzo, la sfericità delle sue opere è tempo e spazio di incontro  «tra persone, spazi, architetture e paesaggio, quali elementi di un unico territorio, mondi inscindibilmente interconnessi tra loro, ma spesso apparentemente dissociati l’uno dall’altro per assenza della consapevolezza necessaria a garantire una convivenza armoniosa e sostenibile»[5].

Il fascino delle opere installate nella villa Comunale, nell’ area antistante tra la Chiesa di San Nicola e la Torre Civica, nel largo di via Miravalle, muovono chi le ammira a migrare in una dimensione esistenziale che tocca le fibre più profonde del cuore; riedifica la geomorfologia di Cisternino e spinge i cistranesi a vivere con ancora intensa vivacità i valori che ha inscritti nel suo dna.

Lasciando tutto a desiderare

Si crea un connubio tra il Rainbow e il Lasciando tutto a desiderare istallazione a cura di Collettivo Macrohabitat – NÙEVÙ studio Nadiya Yamnych – Massimo Romanazzi – Walter Trento che si trova nel sito dell’ex-mercato coperto -via Roma – piazza Mazzini dov’è allestita un’opera d’arte che omaggia Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi, in arte Farinelli[6] e che palesa quanto il Rainbow evidenzia: «la vita possibile, la pratica del desiderio che sempre porta ad essere nel tentativo dell’incontro, persino di quello mancato»[7].

In questa ottica dell’incontro si innesta e si sviluppa lo spirito del cistranese tanto ben delineato dall’arcobaleno sospeso e l’opera d’arte del Lasciando tutto a desiderare che si demarca maggiormente.

Quest’opera è composta da «un tavolo in equilibrio precario, sullo spazio del desiderio, funge da trampolino per una figura che sta ad evocare gli abitanti di quei luoghi.

Una scultura in ferro che gioca con i pesi specifici, lavorando sull’ossimoro fra il materiale utilizzato e il tema del desiderio che non ha peso. Dagli spazi aperti, giungono suoni e voci legati alla vita. Per terra, all’interno, fogli di carta appallottolati con su scritto un desiderio, un auspicio, una liberazione. Lo spazio così si farà luogo di raccolta dei desideri, passati e futuri»[8].

L’ex mercato coperto, che mai ha avuto un nome, si farà luogo di raccolta di desideri, passati e futuri. Ai fruitori dell’opera, si chiede di alimentare il patrimonio dei desideri gettati. Lo si chiede a chi è di strada, a chi si ferma a guardare, a sentire, anche solo per un attimo.
Usando i fogli raccolti sulla parete ed una matita. Tutti sono invitati a lasciar traccia, a scrivere il proprio desiderio. Accartocciarlo (mantenendone il segreto), e a lanciarlo oltre la grata, fra gli altri, ampliando e modificando l’intera opera.

In questo scorrere di sogno e realtà, di speranze e delusioni, di sospensione e aneliti, l’animo umano è spinto a trovare la teoresi della propria esistenza nell’incontro con il tempo. Lo spazio, il luogo, le persone che le sono poste accanto.

Sr Melisa Palumbo


[1] RAINBOW Installazioni luminose di Bernardo Palazzo e Luzzart – Syncretic Agency APS
[2] Il Giardino dei fossili  Lasciando tutto a desiderare – installazioni site specific Collettivo Macrohabitat NÙEVÙ studio, 2020
[3] Cfr. Scheda progetto Luzzart APS
[4] Cfr
[5] Cfr. Scheda progetto Luzzart APS
[6] Cfr. Scheda progetto Il Giardino dei Fossili-Lasciando tutto a desiderare- Installazione site specific – Collettivo Macrohabitat NÙEVÙ studio 2020
[7] Ibidem
[8] Ibidem

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