Privacy Policy Info COVID per i cistranesi – cosa fare per richiedere il tampone

Info COVID per i cistranesi

dott. Giovanni Canzio

COVID per i cistranesi

Il tampone viene eseguito esclusivamente su prenotazione, chiamando il numero 0831 537170 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00, oppure inviando una mail di richiesta a sorveglianza.coronavirus@asl.brindisi.it

Il tampone può essere richiesto dal medico di famiglia, dal Dipartimento di Prevenzione (tracciamento contatti) o direttamente dai cittadini che provengono da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna e che devono effettuare un tampone entro 48 ore dall’ingresso. Fino all’esito del test le persone devono osservare l’isolamento fiduciario. Qualunque sia la provenienza, gli ingressi in Puglia sono regolati dall’Ordinanza del Presidente della Regione n. 245 del 2020 che prevede l’obbligo di autosegnalazione del proprio arrivo. In tutti questi casi il tampone è gratuito

Chi volesse fare un tampone per sua personale sicurezza o per altre ragioni, potrà farlo liberamente, a pagamento.

La Giunta regionale ha stabilito infatti che i laboratori privati accreditati di analisi della rete Sars-Cov-2 sono autorizzati all’esecuzione di test molecolari, per i soggetti asintomatici che ne facciano richiesta per motivi di lavoro, per motivi di viaggio e per richieste non correlate ad esigenze cliniche e di salute pubblica già disciplinate dai provvedimenti nazionali e regionali. Il costo è a totale carico del soggetto privato richiedente. L’esecuzione dei test deve avvenire nel rispetto delle specifiche prescrizioni previste dalle leggi. La tariffa massima applicabile è quella stabilità con la DGR 652/2020, ovvero 80 euro.

L’eventuale esito positivo del test deve in ogni caso essere comunicato al Dipartimento di Prevenzione competente da parte del laboratorio di esecuzione per la messa in atto delle azioni di contenimento del virus e per l’analisi epidemiologica. L’unico laboratorio accreditato dalla Regione Puglia in provincia di Brindisi per i tamponi molecolari è Mardighian a Mesagne (0831 779206). I tamponi antigenici sono utili per lo screening rapido di molte persone e non necessitano di attrezzature complesse. Tuttavia i test che risultano positivi vanno confermati dal test molecolare. Dopo il loro uso in porti e aeroporti, fra poco inizierà la distribuzione anche a livello locale per l’uso in contesti diversi quali scuole, studi medici, farmacie.

COVID per i cistranesi
Drive In di Fasano
Commento:

COVID per i cistranesi

La realtà però è ben diversa. Noi medici, malgrado le richieste urgenti al Dipartimento di Prevenzione, attendiamo da giorni l’esecuzione di tamponi a soggetti sintomatici chiusi in casa e, come tutti ben sanno, il numero telefonico dell’ASL è perennemente occupato. Tre ore al giorno di finestra telefonica sono assolutamente insufficienti per garantire un servizio così importante in questo momento critico, evidenziando il totale fallimento della più elementare regola: tracciare i positivi. La causa prima è la mancanza di personale a livello dei Dipartimenti di Prevenzione.

Sono state spese somme ingenti per servizi e spese inutili senza aver programmato l’assunzione di personale per la ricezione telefonica e della posta elettronica per prenotare per i tamponi. Un ritardo oltre le 48 ore dalla richiesta non è ammissibile visto anche il clamoroso fallimento pugliese dei tamponi di marzo-aprile con attese anche di 20 giorni. Non abbiamo imparato nulla da allora e, malgrado i proclami della politica, abbiamo fallito una seconda volta. Sembra di rivivere una situazione fotocopia della primavera ma con numeri molto più grandi. Ospedali intasati già in ottobre, pronto soccorso in allarme rosso, territorio in abbandono. Notizia di oggi domenica 25 ottobre: In Puglia stop ai ricoveri programmati.

È evidente che il “terrore della positività” inoculato nella popolazione, dopo la caotica e assurda estate, oggi sta dando i frutti. Chi ha la febbre e la tosse di qualunque causa e natura, ha un paura folle di ammalarsi gravemente per cui corre in Pronto Soccorso. I colleghi dell’emergenza, sotto una pressione indescrivibile, spesso ricoverano questi pazienti sintomatici perché non possono valutarne l’evoluzione.

Il risultato?

Basta una settimana per azzerare i posti letto, con alto rischio di far circolare il coronavirus negli ospedali, come accaduto in primavera.

Ecco perché la strategia adottata di aumentare solo i posti letto ospedalieri, senza alcun intervento per intercettare e trattare a domicilio la maggior parte dei pazienti, ci porterà al lockdown totale e al collasso economico. Nulla è stato fatto. I presidenti di regione e lo stesso ministro della Salute, malgrado i tanti consulenti che li circondano, ormai non hanno altri strumenti per frenare il fisiologico dilagare invernale di un virus che sta immunizzando la popolazione con un contagio di massa.

Come accennato nel precedente articolo (Dobbiamo essere tutti positivi), dobbiamo commissariare la sanità a livello comunale. Ogni sindaco, in stretto rapporto con il distretto sanitario (PTA, medici di famiglia, specialisti ambulatoriali) deve avere gli strumenti economici e di legge per intervenire con tempestività sulle situazioni locali. Eseguire tamponi immediati in una struttura comunale, isolare i positivi che non possono restare a domicilio in soggiorni temporanei, curare a domicilio e accogliere in degenze territoriali i cittadini che non necessitano di terapie alta intensità. Verrebbe così creata una cortina comunale di protezione sanitaria dando respiro ai PS e agli ospedali, con massimo beneficio per le persone fragili e anziane che non devono uscire di casa.

Osservare le file “assurde” di pazienti  all’aperto e senza protezione, nel piazzale dell’ospedale per un prelievo o per ritirare esami, è inammissibile. Per fare solo un piccolo esempio, il prelievo ematico agli anziani e fragili deve essere fatto a domicilio. Gli esami devono essere mandati  direttamente al medico di famiglia tramite il Fascicolo Elettronico Sanitario (FSE). Ma guarda caso, solo i medici di famiglia e  i farmacisti che sono liberi professionisti, usano il FSE. Tutti i servizi delle ASL  come gli ospedali e  i distretti… no!

Sapete perché i nostri esperti sono incapaci di affrontare i problemi che nascono sul territorio?

 Vi nomino i consulenti del CTS (Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19):

Antonelli – Direttore Anestesia e Rianimazione  Policlinico Universitario Gemelli di Roma
Bernabei – Direttore Scienze dell’Invecchiamento  Policlinico Universitario Gemelli di Roma
Ciciliano – Dirigente Medico della Polizia di Stato
Ranieri Guerra – rappresentate dell’OMS
Maraglino – Direttore ufficio Prevenzione e Profilassi della Malattie Trasmissibili del Ministero
Richeldi – Presidente Società Italiana di Pneumologia  Policlinico Universitario Gemelli di Roma
Villani –  Presidente della Società Italiana di Pediatria – Ospedale Bambino Gesù di Roma; cui aggiungere il coordinatore del CTS Miozzo, medico della protezione Civile e  Brusaferro  Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, professore di Igiene Università di Udine.

In altre parole, tante grandi menti di estrazione solo accademica, senza un solo rappresentante della medicina del territorio.  

Quando si ottura il canale della fognatura, voi chi chiamate? Il Professore di Idraulica del Politecnico di Bari o  l’autospurgo pozzo nero?

 25 ottobre 2020

COVID per i cistranesi

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