Privacy Policy Glossario Covid-19 – Porta Grande Il significato delle parole

Glossario Covid-19

GLOSSARIO: significato delle parole.

SARS-Cov-2: il nome internazione dato al coronaviruscausa della pandemia in atto.

COVID-19:  la malattia provocata dal virus SARS-Cov-2.

INFEZIONE: interazione tra microrganismo (virus, batterio, fungo, protozoo), ospite ricettivo (uomo, animale, pianta) e ambiente, con replicazione del microrganismo all’interno dell’ospite.

MALATTIA INFETTIVA: malattia provocata da un microrganismo e che rappresenta l’espressione clinica dell’infezione. In molti casi all’infezione non segue la malattia (asintomatici). È il risultato del rapporto tra agente infettante e soggetto infettato. Per questo vediamo tanti aspetti clinici della stessa malattia (dall’assenza di sintomi alla morte).

CONTAGIO: la trasmissione dell’infezione da un soggetto all’altro per aerodiffusione (come per Covid-19 nella maggior parte dei casi), oro-fecale, sessuale, madre-figlio in utero, tramite vettori (in particolare insetti), trasfusioni o strumenti infetti.

Esistono quindi malattie infettive contagiose (tipo Covid-19, morbillo, influenza, tifo addominale) e malattie infettive non contagiose (tipo tetano).

VIRULENZA: gravità della malattia provocata dall’infezione che dipende dal tipo di virus.

CARICA INFETTANTE: è il numero minimo di microorganismi necessario a dare inizio all’infezione.

Non basta avere il virus sulla maniglia di una porta o di avere contatti con un portatore per contrarre la l’infezione.

Necessita di un numero elevato di virus attivi e dipende anche dalle prime linee di difesa dell’ospite. 

EPIDEMIA: aumento del numero di casi di una malattia oltre le aspettative, in una determinata area geografica e in un periodo di tempo limitato.

PANDEMIA: la diffusione di un’epidemia in un’area molto più vasta, interessando diverse regioni del mondo (epidemia di Wuhan diventata pandemia con estensione in Asia, Europa, Americhe, Africa e Australia).

TASSO DI LETALITÀ: numero di decessi per una malattia: (diviso) casi diagnosticati della malattia X (moltiplicato) 100.

Se il numero dei decessi è più facilmente calcolabile (anche se vanno aggiunte le morti delle stragi silenziose), è molto più complesso accertare il numero dei reali. Per Covid-19 la diagnosi viene fatta solo con il tampone.

Quindi vengono esclusi tutti i pazienti ammalati o asintomatici che non hanno eseguito tampone.

Il dato, per la pandemia in atto, può variare dal 10% (10 decessi per 100 malati), al 1% (1 decesso per 100 malati).

Nel prossimo futuro, con i test immunologici, potremmo osservare questo tasso a valori molto più bassi.  

TASSO DI MORTALITÀ: numero di decessi per una malattia ogni 100.000 persone (sane o ammalate).

Ha un valore statistico più corretto ma non fornisce informazioni sull’andamento della malattia.    

R0 (R zero): tasso riproduttivo di base della malattia in un popolazione totalmente suscettibile.

Serve a monitorare l’andamento dell’infezione e si può semplificare come il numero di persone che un individuo infetto può contagiare.

Dipende dal tempo di durata del periodo infettivo, dalla densità della popolazione, dal numero dei contatti.

È usato dall’Istituto Superiore di Sanità per i provvedimenti sanitari da adottare. Oggi che R è inferiore a 1, si potrà riprendere l’attività lavorativa e ridurre le norme di restrizione individuale.

Attenzione che il dato non è assoluto ma dipende dalla capacità di identificare i soggetti infetti (tampone).

Se gli infetti asintomatici sono tanti, come si pensa, la circolazione del virus è molto più alta del previsto, per cui sarà necessario avere un controllo massimo del territorio nel momento della ripresa della vita quotidiana.

TAMPONE NASOFARINGEO: ricerca il virus tramite il suo RNA nelle vie respiratorie e oggi è l’unico strumento per fare diagnosi di COVID-19 e  per identificare i soggetti in grado di trasmettere l’infezione.

TEST IMMUNOLOGICO: è la ricerca nel sangue degli anticorpi. Le IgM compaiono precocemente nella fase acuta dell’infezione per poi scomparire, gradualmente sostituiti dalle IgG, in grado di garantire una immunità la cui efficacia e durata è in studio.

Sarà molto utile per valutare l’incidenza dell’infezione nella popolazione generale, compresi tutti gli asintomatici.

Non fa diagnosi di malattia in atto ma di contatto pregresso. Se presenti IgM va valutata l’esecuzione di un tampone.

DPI: sono i Dispositivi di Protezione Individualeprevisti dal Testo Unico di sicurezza sul lavoro per ridurre i rischi per la salute dei lavoratori. Sono forniti dal datore di lavoro insieme ai corsi di formazione.

In questa pandemia parliamo di mascherine chirurgiche e filtranti, guanti in lattice e nitrile, occhiali e schermi di protezione, calzari, tute.

Alla popolazione interessano solo le mascherine chirurgiche e i guanti per una protezione generale mentre gli altri dispositivi  sono indicati solo per il personale socio-sanitario.

EPIDEMIOLOGO: si occupa dello studio delle malattie nella popolazione come  insorgenza, cause, diffusione  e frequenza.

Specializzazione in Igiene e Medicina  Preventiva.

Corsi post-laurea di epidemiologia sono aperti anche a laureati in statistica, fisica, chimica, farmacia, psicologia.

INFETTIVOLOGO: medicospecialista in malattie infettive, si occupa della parte clinica ovvero la cura delle malattie infettive.

VIROLOGO: oggi non esiste in Italia la specialità in virologia ma quella in microbiologia e virologia.

Molti virologi non sono medici ma biologi o biotecnologi. Studia le caratteristiche biologiche e molecolari dei virus.  

OSPEDALE COVID: struttura ospedaliera in grado di accogliere e curare pazienti affetti dalla malattia in forma grave o critica.

Comprende specialità diverse come malattie infettive, pneumologia, terapia intensiva e medicina generale.

Deve avere autonomia funzionale e di personale, misure di prevenzione e sicurezza elevate per evitare contaminazioni di altri reparti e di personale.

Dopo le esperienze negative di contagi multipli in strutture miste, la linea attuale è identificare ospedali  Covid e non Covid nettamente separati.

OSPEDALE POST-COVID: accoglie pazienti con miglioramento della sintomatologia acuta da Covid ma che ancora non sono guariti virologicamente (positivi al tampone).

Per evitare di contagiare la famiglia, restano in attesa del doppio tampone negativo in reparti idonei, con assistenza medico-infermieristica.

Si pone lo stesso problema precedente, ossia il rischio di portare il virus in giro per il territorio (trasporto con ambulanza, ricovero in struttura non idonea per le malattie infettive, contatto con nuovo personale suscettibile).

Alcune regioni hanno preferito optare per una singola struttura alberghiera, con pazienti in isolamento e pasti in camera singola con bagno. Invece la Puglia ha messo a disposizione piccole strutture sanitarie disseminate nella regione, bloccando le attività sanitarie di base.

La logica vuole che un reparto post-Covid sorga al fianco di ogni ospedale Covid, senza sottoporre i pazienti e il personale a stress e rischi inutili e con garanzia di ambienti idonei.

Nuova terapia intensiva del Perrino con 28 posti letto al momento inutilizzata

OSPEDALE POST-COVID DI CISTERNINO: in Puglia i ricoveri continuano a diminuire (600 ricoverati su 2123 posti letto Covid al 24 aprile 2020) per cui la Regione sta riprogrammando il piano ospedaliero.

Dopo le “disavventure” del Perrino che ha dimostrato la totale inidoneità ad essere un ospedale misto Covid/non Covid, per palesi carenze strutturali, la linea regionale è di avere solo 3-4 ospedali per accogliere pazienti affetti da tale patologia e che hanno la possibilità di padiglioni totalmente indipendenti.

La provincia di Brindisi, già carente di posti letto ordinari, dovrebbe essere esentata, tranne che per situazioni nuove emergenziali.

La rianimazione appena inaugurata al Perrino con moduli prefabbricati e ben 28 posti letto, per ora non sarà utilizzata, visto che ci sono solo 3 ricoverati gravi per Covid.

Se la situazione continuerà a migliorare, non ci sarà più bisogno dei ospedali post-Covid permettendo ai PTA di Cisternino, Fasano, Ceglie M. e Mesagne di tornare all’attività per cui sono destinati IN MANIERA CONTEMPORANEA come ci è stato garantito dal Sindaco a dai politici.     

Dott. Giovanni Canzio

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