Privacy Policy Casa della salute di Cisternino (mio primo unico ed ultimo intervento) –

Casa della salute (mio primo unico ed ultimo intervento)

casa della salute cisternino

Il Reparto Covid aperto a Cisternino la scorsa settimana ha provocato l’attenzione del mondo politico e di quello sanitario locale.

donato tozzi
Dott. Donato Tozzi

Abbiamo ricevuto uno scritto del dott. Donato Tozzi, medico di famiglia della nostra comunità, il quale ha espresso il suo pensiero che pubblichiamo:

 Proverò ad essere breve e conciso, ma non ci riuscirò.

Innanzitutto mi preme ricordare a qualcuno di corta memoria che nei 5 anni che hanno preceduto l’attuale amministrazione in riferimento alla  “Casa della Salute” di Cisternino, insieme al mio fraterno amico e collega Giovanni Canzio (oggi molto citato nei vari media e nei vari social) ci si chiedeva spesso come fosse possibile aver costruito una struttura così monumentale con finalità  importanti in quel luogo senza strade di accesso e senza parcheggio. Una domanda che non ponevamo solo a noi stessi.

ospedale di cominità cisternino
centro alzheimer covid cisternino

Ci chiedevamo soprattutto come fosse possibile che per 5 anni NESSUNO si fosse preoccupato, mentre si promettevano oltre al Centro Alzheimer altri vari servizi (che oggi sintetizziamo PTA per comodità) non solo di stabilire un programma  di lavoro realisticamente fattibile, ma nemmeno di invitare almeno un medico ad esprimere un parere tecnico su come “organizzare” eventualmente l’OC e la medicina di Gruppo.

Niente di niente. Ma probabilmente ci saranno stati dei problemi (che magari dipendevano da quelli “che stavano prima”.

È spesso così). Impossibile non sorprendersi quando in piena campagna elettorale, circa 4 anni fa, un consigliere della vecchia amministrazione (senza essere smentito) proponeva l’apertura immediata del centro con lo spostamento della maggior parte dei servizi ( poliambulatori specialistici e compagnia bella).

Follia. Oggi però il problema è: come è possibile che, grazie a questo maledetto virus, in pochi giorni, la struttura è stata messa quasi  a regime?

Naturalmente la risposta è del solito politico che in prossimità delle elezioni regionali viene a prendersi dei voti a Cisternino.

Bene! Allora mi viene spontanea un’altra domanda: Perché non è stato possibile cominciare un po’ prima a darsi da fare?

C’erano diversi problemi da risolvere perché la ASL, se il Comune non avesse realizzato la strada autonomamente, non gli avrebbe consentito di accedere ad alcuni sostanziosi finanziamenti (diversi milioni di euro) necessari per il completamento dei lavori che prevedono tra l’altro la realizzazione di un secondo piano.

Quindi il problema principale era la benedetta strada . Il politico ha risolto la questione. Però ha fatto male.

Perché , a detta di alcuni, non si approfitta di una fase drammatica della nostra vita per un pugno di voti e soprattutto non “si contamina” il nostro paese per puri interessi elettorali. 

Ma allora mi sorgono spontanee altre due domande.

1) Ma nei 5 anni che hanno preceduto questa amministrazione perché non è stato tirato fuori un benedetto politico capace di risolvere la questione senza virus e soprattutto senza interessi elettorali? Non è stato possibile?

Allora per par condicio dovremmo dire al politico che a tempo di record ha realizzato tutto quel po’po’di roba di bloccare tutto,  così evitiamo anche alla nostra comunità  rischi di contagi, visto che temporaneamente ospiterà i pazienti post acuzie Covid? . 

2)Ed ecco la seconda domanda, “RISCHI DI CONTAMINAZIONE ”? Cosa vuol dire? Che i pazienti che dovremmo accogliere sono “ APPESTATI “?

A prescindere dai dati virologici (ma con la labilita’ dei virus si va cauti e estremamente cauti dobbiamo essere) che ci dicono che la maggior contagiosità si ha in assoluto in coincidenza con la massima espressione sintomatologica di tali soggetti, e anche tenendo conto dei dispositivi di sicurezza che saranno sicuramente adottati …ma a Cisternino siamo diventati razzisti?

Ma a Fasano non succede la stessa cosa?

Non è che a Fasano continuano ad utlizzare l’Ospedale di Comunità normalmente e noi siamo gli unici fessi?

Non è che a Fasano i cittadini continuano ad usufruire normalmente dei servizi ospedalieri e polispecialistici come leggo da qualche parte su FB? Sarebbe gravissimo.

Allora chiamo qualche mio amico/collega di Fasano e mi informo.

E scopro che a Fasano l’ospedale di Comunità è chiuso (del resto l’ha deciso la Regione non è il risultato di un sorteggio) esattamente come da noi e che i vari servizi sono regolamentati ed estremamente razionalizzati con le risapute limitazioni, esattamente come da noi.

Quello di cui l’Ospedale di Fasano dispone, differentemente da Cisternino, è la risposta esclusivamente ad alcune limitatissime urgenze.

Non c’è altro, anche perché molto del personale oggi è impegnato per scelta ( lodevole) nel centro Covid.

Ma anche a Fasano come da noi c’è una parte della popolazione che loda l’operato di chi si è messo a disposizione

per questa causa e chi invece cavalca l’onda del terrorismo psicologico.  Non è una bella cosa.

Un popolo civile in queste occasioni dovrebbe solidarizzare molto di più, raddoppiare il proprio altruismo, la propria umanità. 

Non sappiamo quanto durerà questa emergenza (non lo sanno  Galli, Burioni etc. figuriamoci se lo posso sapere io).

Una cosa però dovrebbe essere chiara e cioè che l’ingente impegno anche economico profuso nell’ultimo periodo non potrà essere fine a se stesso; sarebbe autolesionistico  politicamente  e socialmente fallimentare.

La conclusione dell’emergenza che ci auguriamo a breve sarà seguita immediatamente dalla riapertura dell’casa della salute Cisternino e del PTA.

Non potrebbe essere diversamente per la semplice ragione che tutto ciò ci spetta e perché ciò che è stato realizzato oggi è un risultato che, al di là delle vicissitudini che ne hanno accompagnato la sua storia e degli attori che ne sono stati protagonisti, rappresenterà per Cisternino un modello di riferimento nel campo della organizzazione della futura medicina del territorio.

Dovremmo tutti per il momento unirci nell’impegno per poter superare questa fase critica, rilevare e criticare come ha fatto giustamente Giovanni Canzio le incongruenze di alcune scelte politiche regionali, evidenziare le eventuali lacune strutturali dell’impianto ( sempre ai fini della tutela e sicurezza degli operatori e dei pazienti) ma nello stesso tempo proporci positivamente e in modo costruttivo tutti insieme verso un futuro che possa rendere orgogliosi i nostri concittadini.

Ci sarà tutto il tempo per le scaramucce politiche che non devono svilupparsi sulla salute della gente.

Se la disputa politica accesa e aggressiva può aiutare a stare bene scannatevi pure. Oggi no.

Chi lo fa oggi si deve vergognare.

Dott. Donato Tozzi

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